
Quando non si applica l’art. 275, comma 3-bis, c.p.p.?
Quando non trova applicazione l’art. 275, comma 3-bis, cod. proc. pen.?

Quando non trova applicazione l’art. 275, comma 3-bis, cod. proc. pen.?

Quando il Tribunale del riesame può completare la motivazione dell’ordinanza cautelare che risulti essere carente?

Per i reati di cui all’art. 275, comma 3, cod. proc. pen., può essere preso in considerazione il tempo trascorso dai fatti contestati?

Cosa deve indicare il pubblico ministero laddove impugni l’ordinanza che, in sede di riesame, ha escluso la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza?

Il provvedimento favorevole emesso nei confronti di un coindagato può costituire fatto nuovo sopravvenuto del quale tener conto ai fini della rivalutazione delle esigenze cautelari?

Nei reati associativi, quando una condotta può ritenersi ostativa alla riparazione per ingiusta detenzione?

In tema di c.d. “contestazioni a catena”, cosa presuppone la retrodatazione della decorrenza del termine di custodia cautelare prevista dall’art. 297, comma 3, cod. proc. pen.?

In tema di riparazione per l’ingiusta detenzione, quando la condotta dolosa o gravemente colposa di cui all’art. 314 cod. proc. pen. costituisce una condizione ostativa al riconoscimento del diritto all’equa riparazione?

Il diritto alla riparazione per l’ingiusta detenzione è configurabile nel caso in cui l’interessato abbia tenuto, consapevolmente e volontariamente, una condotta tale da creare una situazione di doveroso intervento dell’autorità giudiziaria, oppure una condotta informata a negligenza o imprudenza?

In materia di riesame, cosa deve fare l’indagato che si dolga della mancata trasmissione da parte del pubblico ministero di atti o documenti sopravvenuti a sé favorevoli?