
Quando le dichiarazioni della persona offesa possono costituire prova del fatto?
Quando le dichiarazioni della persona offesa dal reato possono costituire anche da sole prova del fatto?

Quando le dichiarazioni della persona offesa dal reato possono costituire anche da sole prova del fatto?

Spetta all’imputato, che deduca eccezioni o argomenti difensivi, provare o allegare, sulla base di concreti ed oggettivi elementi fattuali, le suddette eccezioni?

È congruamente motivata la condanna per lesioni personali fondata sulle dichiarazioni della persona offesa corroborate da certificazione medica derivante da accertamento diretto?

Il contenuto di captazioni telefoniche o ambientali fra terzi, dalle quali emergano elementi di accusa nei confronti dell’indagato, può costituire fonte diretta di prova della sua colpevolezza?

Quando, in tema di chiamata in reità, le dichiarazioni accusatorie, per costituire prova, possono anche riscontrarsi reciprocamente?

Il rilievo di impronte papillari su un oggetto utilizzato dagli autori del reato può costituire sufficiente prova di colpevolezza nei confronti del soggetto al quale le impronte si riferiscono?

I riscontri esterni alle dichiarazioni di un collaboratore possono essere anche costituiti da dichiarazioni di altro collaboratore?

Ai fini dell’accertamento della natura di una sostanza ritenuta stupefacente, è consentito valorizzare, in punto di qualità della sostanza ritenuta drogante, le dichiarazioni testimoniali o confessorie?

Il riconoscimento dell’indagato effettuato da operatori di polizia giudiziaria, mediante l’esame delle immagini riprese da telecamere di sicurezza, integra una prova atipica?

Come va valutata la prova indiziaria?