
Mandato di arresto europeo: cosa presuppone la nozione di “residenza” ai fini del rifiuto della consegna?
In materia di mandato di arresto europeo, cosa presuppone la nozione di “residenza”, rilevante ai fini del rifiuto della consegna?

In materia di mandato di arresto europeo, cosa presuppone la nozione di “residenza”, rilevante ai fini del rifiuto della consegna?

In tema di mandato di arresto europeo, nell’ambito della procedura attiva di consegna è possibile contestare dinanzi all’autorità giudiziaria italiana richiedente il mandato di arresto europeo in quanto tale?

Per la convalida dell’arresto di cui all’art. 11 legge 22 aprile 2005, n. 69, è imposto un termine specifico per procedere ad avvisare il difensore dell’arrestato della fissazione della relativa udienza?

Come si verifica la c.d. doppia incriminazione in materia di mandato di arresto europeo?

I precedenti penali e le pendenze giudiziarie costituiscono elementi di fatto utili ad attestare l’esistenza di un radicamento territoriale stabile e non estemporaneo nello Stato?

In tema di mandato di arresto europeo, cosa richiede il motivo di rifiuto facoltativo alla consegna previsto dall’art. 18-bis, comma 1, lett. b), legge 22 aprile 2005, n. 69?

Tra il procedimento di estradizione e quello di protezione internazionale vi è pregiudizialità?

In tema di mandato di arresto europeo, sono ammissibili le censure che involgono l’accertamento del radicamento del soggetto richiesto nel territorio dello Stato?

Possono essere dedotte con l’incidente di esecuzione le questioni relative al merito del giudizio di riconoscimento delle sentenze penali estere di cui agli artt. 730 e ss. cod. proc. pen.?

L’art. 24 della L. n. 69 del 2005 consente alla Corte territoriale il potere discrezionale di rifiutare la consegna?