In tema di misure cautelari, chi chiede la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari deve indicare l’indirizzo del luogo di detenzione?

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Cass. pen., sez. VI, 16/12/2025 (ud. 16/12/2025, dep. 19/12/2025), n. 40853 (Pres. De Amicis, Rel. Pacilli)

La questione giuridica

Una delle questioni giuridiche, affrontate dalla Suprema Corte nel caso di specie, riguardava se, in tema di misure cautelari personali, l’indagato, che chiede la sostituzione della misura della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari, abbia l’onere di indicare un indirizzo del luogo di detenzione.

Ma, prima di vedere come il Supremo Consesso ha trattato siffatta questione, esaminiamo brevemente il procedimento in occasione del quale è stata emessa la sentenza qui in commento.

Il Tribunale di Lecce, previa riqualificazione come appello di un atto di impugnazione, rigettava una richiesta di revoca o sostituzione della misura cautelare della custodia in carcere in relazione al reato di cui all’art. 337 cod. pen..

Ciò posto, avverso questa decisione ricorreva per Cassazione il difensore dell’indagato, deducendo vizi motivazionali.

Come la Cassazione ha affrontato tale questione giuridica

Il Supremo Consesso riteneva il ricorso suesposto infondato.

In particolare, tra le argomentazioni che inducevano la Suprema Corte ad addivenire a siffatto esito decisorio, era richiamato quell’orientamento nomofilattico secondo il quale, in tema di misure cautelari personali, l’indagato che chiede la sostituzione della misura della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari ha l’onere di indicare un indirizzo del luogo di detenzione che consenta sia l’individuazione del soggetto – proprietario, conduttore, comodatario – che può esprimere il consenso alla fruizione della misura presso l’abitazione offerta, sia la valutazione dell’adeguatezza della misura a garantire le esigenze di cautela (Sez. 4, n. 6908 del 02/02/2021).

I risvolti applicativi

In tema di misure cautelari personali, l’indagato, che richiede la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari, ha l’onere di indicare un indirizzo idoneo a identificare il soggetto legittimato a prestare il consenso e a consentire la verifica dell’adeguatezza della misura rispetto alle esigenze cautelari.

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