Cass. pen., sez. VI, 23/07/2025 (ud. 23/07/2025, dep. 11/09/2025), n. 30559 (Pres. De Amicis, Rel. Pacilli)
Indice
La questione giuridica
Una delle questioni giuridiche, affrontate dalla Suprema Corte nel caso di specie, riguardava se la Cassazione ha il potere di revisionare gli elementi materiali e fattuali delle vicende indagate, o di rivalutare le condizioni soggettive dell’indagato in relazione alle esigenze cautelari e all’adeguatezza delle misure.
Ma, prima di vedere come il Supremo Consesso ha trattato siffatta questione, esaminiamo brevemente il procedimento in occasione del quale è stata emessa la sentenza qui in commento.
Il Tribunale di Napoli confermava un provvedimento con cui il Giudice per le indagini preliminari della stessa città aveva applicato, a carico dell’indagato, la misura cautelare della custodia in carcere.
Ciò posto, avverso codesta decisione proponeva ricorso per Cassazione il difensore dell’accusato il quale, tra i motivi ivi addotti, deduceva violazione di legge.
Come la Cassazione ha affrontato tale questione giuridica
Il Supremo Consesso riteneva il motivo suesposto infondato.
In particolare, tra le argomentazioni che inducevano gli Ermellini ad addivenire a siffatto esito decisorio, era richiamato quell’orientamento nomofilattico secondo cui la Corte di Cassazione non ha alcun potere di revisione degli elementi materiali e fattuali delle vicende indagate, né di rivalutazione delle condizioni soggettive dell’indagato in relazione alle esigenze cautelari e all’adeguatezza delle misure, trattandosi di apprezzamenti di merito rientranti nel compito esclusivo del giudice che ha applicato la misura e del Tribunale del riesame; il controllo di legittimità è, cioè, circoscritto all’esame del contenuto dell’atto impugnato per verificare, da un lato, le ragioni giuridiche che lo hanno determinato e, dall’altro, l’assenza di illogicità evidenti, ossia la congruità delle argomentazioni rispetto al fine giustificativo del provvedimento (ex multis: Sez. U, n. 11 del 22/03/2000; Sez. 2, n. 31553 del 17/05/2017).
I risvolti applicativi
La Cassazione non può riesaminare i fatti, né valutare le condizioni soggettive dell’indagato riguardo alle misure cautelari, poiché tali valutazioni spettano esclusivamente al giudice di merito e al Tribunale del riesame.







