Cass. pen., sez. V, 24/07/2025 (ud. 24/07/2025, dep. 5/09/2025), n. 30346 (Pres. Guardiano, Rel. Pilla)
Indice
La questione giuridica
Una delle questioni giuridiche, affrontate dalla Suprema Corte nel caso di specie, riguardava se, in tema di misure cautelari, è legittimo il contrasto tra ordinanza “de libertate” e sentenza non irrevocabile sugli stessi fatti.
Ma, prima di vedere come il Supremo Consesso ha trattato siffatta questione, esaminiamo brevemente il procedimento in occasione del quale è stata emessa la sentenza qui in commento.
Il Tribunale di Venezia, sezione del Riesame, rigettava un appello proposto avverso un’ordinanza di rigetto della istanza di revoca o sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari emessa in Corte di Appello di Venezia.
Ciò posto, avverso codesta decisione proponeva ricorso per Cassazione il difensore dell’indagato il quale, tra i motivi ivi addotti, deduceva vizio di motivazione e violazione di legge quanto all’applicazione della presunzione legale di cui all’art. 275 cod. proc. pen..
Come la Cassazione ha affrontato tale questione giuridica
Il Supremo Consesso riteneva il motivo suesposto infondato.
In particolare, tra le argomentazioni che inducevano gli Ermellini ad addivenire a siffatto esito decisorio, era richiamato quell’orientamento nomofilattico secondo il quale, in tema di provvedimenti “de libertate“, la decisione cautelare non può porsi in contrasto con il contenuto della sentenza, pur non irrevocabile, emessa in ordine ai medesimi fatti nei confronti dello stesso soggetto, stante la relazione di strumentalità esistente tra il procedimento incidentale e quello principale; pertanto la sopravvenienza di una sentenza di condanna fa venir meno l’interesse dell’indagato alla procedura di riesame con riferimento al profilo concernente la verifica dell’originaria sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, salvo che risultino dedotti elementi di prova nuovi, suscettibili di dare ingresso ad una possibile diversa lettura degli indizi al momento dell’adozione della misura cautelare (Sez. 1, n. 55459 del 15/06/2017).
I risvolti applicativi
In tema di misure cautelari, la decisione “de libertate” non può contraddire una sentenza, anche se non definitiva, sugli stessi fatti, data la strumentalità tra procedimento cautelare e processo principale, tanto più se si considera che una condanna sopravvenuta esclude l’interesse al riesame dei gravi indizi, salvo che vi siano nuovi elementi di prova.







