Cass. pen., sez. V, 29/10/2025 (ud. 29/10/2025, dep. 20/11/2025), n. 37839 (Pres. Pistorelli, Rel. Giordano)
Indice
La questione giuridica
La questione giuridica, affrontata dalla Suprema Corte nel caso di specie, riguardava se, in tema di ricorso per Cassazione, sia onere della parte, che eccepisce l’inutilizzabilità di atti processuali, indicare gli atti specificamente affetti dal vizio.
Ma, prima di vedere come il Supremo Consesso ha trattato siffatta questione, esaminiamo brevemente il procedimento in occasione del quale è stata emessa la sentenza qui in commento.
Il Tribunale di Trapani assolveva gli imputati dal delitto di bancarotta fraudolenta distrattiva.
Ciò posto, avverso questa decisione ricorreva per Cassazione il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trapani.
Come la Cassazione ha affrontato tale questione giuridica
Il Supremo Consesso riteneva il ricorso suesposto infondato.
In particolare, tra le argomentazioni che inducevano gli Ermellini ad addivenire a siffatto esito decisorio, era richiamato quell’orientamento nomofilattico secondo il quale, in tema di ricorso per Cassazione, è onere della parte che eccepisce l’inutilizzabilità di atti processuali indicare, pena l’inammissibilità del ricorso per genericità del motivo, gli atti specificamente affetti dal vizio e chiarirne altresì la incidenza sul complessivo compendio indiziario già valutato, sì da potersene inferire la decisività in riferimento al provvedimento impugnato (Sez. U, n. 23868 del 23/04/2009).
I risvolti applicativi
In sede di Cassazione, l’eccezione di inutilizzabilità di atti processuali richiede che la parte individui specificamente gli atti viziati e ne illustri l’incidenza sul compendio indiziario complessivamente valutato, pena l’inammissibilità del ricorso proposto per genericità del motivo.





