È legittimato all’appello il difensore della parte civile munito di procura speciale priva di espressa attribuzione del relativo potere?

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Cass. pen., sez. II, 13/01/2026 (ud. 13/01/2026, dep. 19/02/2026), n. 6830 (Pres. Pellegrino, Rel. Sgadari)

La questione giuridica

Una delle questioni giuridiche, affrontate dalla Suprema Corte nel caso di specie, riguardava se sia legittimato a proporre appello il difensore della parte civile munito di procura speciale non contenente espresso riferimento al potere di interporre il detto gravame.

Ma, prima di vedere come il Supremo Consesso ha trattato siffatta questione, esaminiamo brevemente il procedimento in occasione del quale è stata emessa la sentenza qui in commento.

La Corte di Appello di Bologna dichiarava inammissibile una richiesta di rescissione del giudicato relativo a una sentenza del Tribunale di Ravenna, divenuta definitiva, che aveva condannato l’istante per il reato di truffa.

Ciò posto, avverso questa decisione proponeva ricorso per Cassazione il difensore del richiedente il quale, con un unico motivo, deduceva violazione di legge per non avere la Corte ritenuto valida la procura speciale allegata alla richiesta di rescissione di giudicato.

Come la Cassazione ha affrontato tale questione giuridica

Il Supremo Consesso riteneva il ricorso suesposto fondato.

In particolare, tra le argomentazioni che inducevano la Suprema Corte ad addivenire a siffatto esito decisorio, era richiamato quell’orientamento nomofilattico secondo il quale è legittimato a proporre appello il difensore della parte civile munito di procura speciale non contenente espresso riferimento al potere di interporre il detto gravame, posto che la presunzione di efficacia della procura “per un solo grado del processo”, stabilita dall’art. 100 comma 3 cod. proc. pen, può essere vinta dalla manifestazione di volontà della parte – desumibile dalla interpretazione del mandato – di attribuire anche un siffatto potere (Sez. 6, n. 31362 del 08/05/2018, in fattispecie in cui è stata ritenuta idonea la procura conferita al difensore con la quale gli si attribuiva “ogni facoltà prevista dalla legge”, essendo tale nozione comprensiva anche del potere di interporre appello avverso la decisione di primo grado).

I risvolti applicativi

Il difensore della parte civile munito di procura speciale priva di espresso riferimento al potere di appellare è legittimato a proporre il gravame qualora, secondo l’interpretazione del mandato, emerga la volontà della parte di attribuire anche tale potere, superando la presunzione di efficacia limitata alla fase di primo grado di cui all’art. 100, comma 3, c.p.p. (ai sensi del quale: “La procura speciale si presume conferita soltanto per un determinato grado del processo, quando nell’atto non è espressa volontà diversa”).

Sentenza commentata

Penale Sent. Sez. 2 Num. 6830 Anno 2026

Presidente: PELLEGRINO ANDREA

Relatore: SGADARI GIUSEPPE

Data Udienza: 13/01/2026

Data Deposito: 19/02/2026

REPUBBLICA ITALIANA

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

Composta da

– Presidente –

GIUSEPPE SGADARI CC – 13/01/2026

R.G.N. 35280/2025

DANIELA CARDAMONE

SENTENZA

Sul ricorso proposto da:

S. L. nato a … il …

avverso l’ordinanza del 23/09/2025 della CORTE APPELLO di BOLOGNA

udita la relazione svolta dal Consigliere GIUSEPPE SGADARI;

lette le conclusioni scritte del Pubblico ministero, nella persona del Sostituto Procuratore generale Giovanni B. Bertolini, che ha chiesto l’annullamento con rinvio dell’ordinanza impugnata.

RITENUTO IN FATTO

1. Con l’ordinanza impugnata, la Corte di appello di Bologna ha dichiarato inammissibile la richiesta di rescissione del giudicato relativo alla sentenza del Tribunale di Ravenna, emessa il 28 febbraio 2023, irrevocabile il 17 ottobre 2023, che aveva condannato il ricorrente per il reato di truffa.

La Corte ha ritenuto che il difensore non fosse munito della procura speciale, necessaria per proporre la richiesta, in quanto quella prodotta in atti non avrebbe elencato, tra le facoltà conferite, quella di presentare istanza di rescissione del giudicato.

2. Ricorre per cassazione L. S., deducendo, con unico motivo, violazione di legge per non avere la Corte ritenuto valida la procura speciale allegata alla richiesta di rescissione di giudicato, atto che conferiva al difensore la facoltà di proporre istanze di qualsiasi tipo e “ogni tipo di impugnazione, in ogni stato e grado del procedimento, ivi compreso quello di cassazione e di esecuzione” (così in ricorso).

CONSIDERATO IN DIRITTO

Il ricorso è fondato.

1. Dalla consultazione degli atti, resa necessaria dalla natura processuale della questione, risulta che il ricorrente aveva rilasciato procura speciale al difensore che comprendeva, tra gli altri, anche il potere di proporre ogni tipo di impugnazione ed istanza.

La rescissione del giudicato è considerato un mezzo di impugnazione straordinario (in questo senso, Sez. U, n. 36848 del 17/07/2014, omissis, Rv. 259990-01), sicché doveva ritenersi inserita, in tale dizione dell’atto, la facoltà di proporre la richiesta di rescissione del giudicato.

In proposito, è stato efficacemente affermato, in una recente decisione di legittimità, condivisa dal Collegio, che la procura, quale atto negoziale, va interpretata sulla scorta delle regole stabilite dal codice civile e, in particolare, dell’art. 1367 cod. civ., secondo cui, nel dubbio, le espressioni utilizzate devono essere interpretate nel senso in cui possono avere qualche effetto anziché in quello secondo cui non ne avrebbero alcuno (Sez. 2, n. 16035 del12/02/2020, omissis, Rv. 279195-01).

In altra decisione, si è sostenuto, sullo stesso solco di favore verso gli interessi della parte, che è legittimato a proporre appello il difensore della parte civile munito di procura speciale non contenente espresso riferimento al potere di interporre il detto gravame, posto che la presunzione di efficacia della procura “per un solo grado del processo”, stabilita dall’art. 100 comma 3 cod. proc. pen, può essere vinta dalla manifestazione di volontà della parte – desumibile dalla interpretazione del mandato – di attribuire anche un siffatto potere (Sez. 6, n. 31362 del 08/05/2018, M., Rv. 273436-01, in fattispecie in cui è stata ritenuta idonea la procura conferita al difensore con la quale gli si attribuiva “ogni facoltà prevista dalla legge”, essendo tale nozione comprensiva anche del potere di interporre appello avverso la decisione di primo grado).

2. Applicando tali princìpi al caso in esame, la procura speciale rilasciata dal ricorrente doveva ritenersi valida, ciò che comporta l’annullamento senza rinvio dell’ordinanza impugnata, con la consequenziale trasmissione degli atti alla Corte di appello di Bologna affinché proceda alla valutazione della richiesta di rescissione del giudicato.

P.Q.M.

Annulla senza rinvio l’ordinanza impugnata e dispone trasmettersi gli atti alla Corte di appello di Bologna per l’ulteriore corso.

Così è deciso, 13/01/2026

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