Cass. pen., sez. III, 13/11/2025 (ud. 13/11/2025, dep. 27/11/2025), n. 38440 (Pres. Ramacci, Rel. Noviello)
La questione giuridica
Una delle questioni giuridiche, affrontate dalla Suprema Corte nel caso di specie, riguardava cosa deve indicare chi in Cassazione invoca per la prima volta la prescrizione del reato in relazione alla data di consumazione.
Ma, prima di vedere come il Supremo Consesso ha trattato siffatta questione, esaminiamo brevemente il procedimento in occasione del quale è stata emessa la sentenza qui in commento.
La Corte di Appello di Messina, riformando parzialmente una sentenza di condanna emessa dal Tribunale della medesima città a seguito di giudizio abbreviato, nei confronti di taluni imputati, dichiarava inammissibile l’appello proposto da uno di essi, rideterminando al contempo la pena applicata per altri, in guisa tale da rideterminare la pena inflitta dal giudice di prime cure in mesi sei di arresto e euro 6000 di ammenda, confermando la sentenza nel resto.
Ciò posto, avverso questa decisione ricorreva per Cassazione il difensore di uno tra gli accusati il quale, tra i motivi ivi addotti, deduceva vizio di violazione di legge per intervenuta prescrizione del reato.
Come la Cassazione ha affrontato tale questione giuridica
Il Supremo Consesso riteneva il motivo suesposto infondato.
In particolare, tra le argomentazioni che inducevano gli Ermellini ad addivenire a siffatto esito decisorio, era richiamato quell’orientamento nomofilattico secondo il quale chi invochi con proprio ricorso, nel giudizio di Cassazione, la prescrizione del reato, assumendo per la prima volta in questa sede – come nel caso in esame – che la data di consumazione del reato è antecedente rispetto a quella contestata, ha l’onere di indicare gli elementi di riscontro alle sue affermazioni, indicando gli atti ai quali occorre fare riferimento, essendo precluso in sede di legittimità qualsiasi accertamento di merito (Sez. 4, n. 47744 del 10/09/2015; Sez. 5, n. 46481 del 20/06/2014).
I risvolti applicativi
Chi invochi per la prima volta in Cassazione la prescrizione del reato, contestando la data di consumazione, deve indicare gli elementi e gli atti a supporto delle proprie affermazioni, poiché in sede di legittimità è precluso ogni accertamento di merito.







