Come si valutano i requisiti di concretezza e attualità del pericolo di fuga nelle misure coercitive in materia di estradizione passiva?

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Cass. pen., sez. VI, 17/12/2024 (ud. 17/12/2024, dep. 30/01/2025), n. 3901 (Pres. Aprile, Rel. Calvanese)

La questione giuridica

Una delle questioni giuridiche, affrontate dalla Suprema Corte nel caso di specie, riguardava come devono essere valutati i requisiti di concretezza ed attualità del pericolo di fuga in tema di misure coercitive disposte nell’ambito di una procedura di estradizione passiva.

Ma, prima di vedere come il Supremo Consesso ha trattato siffatta questione, esaminiamo brevemente il procedimento in occasione del quale è stata emessa la sentenza qui in commento.

La Corte di Appello di Salerno respingeva una richiesta, di una persona sottoposta a misura cautelare carceraria a fini estradizionali, di sostituzione della misura con quella degli arresti domiciliari.

Ciò posto, avverso questa decisione proponeva ricorso per Cassazione il difensore il quale, tra i motivi ivi addotti, deduceva violazione di legge in relazione agli artt. 274, lett. b), 714, 715 cod. proc. pen. per insussistenza del pericolo di fuga.

Come la Cassazione ha affrontato tale questione giuridica

Gli Ermellini ritenevano il motivo suesposto infondato.

In particolare, tra le argomentazioni che inducevano i giudici di piazza Cavour ad addivenire a siffatto esito decisorio, era richiamato quell’orientamento nomofilattico secondo il quale, in tema di misure coercitive disposte nell’ambito di una procedura di estradizione passiva, che i requisiti di concretezza ed attualità del pericolo di fuga devono essere valutati dal giudice avendo riguardo alla finalità della consegna, alla quale la procedura è preordinata, e dunque secondo un giudizio prognostico ancorato a concreti elementi tratti dalla vita dell’estradando – sul rischio che questi possa sottrarvisi, allontanandosi dal territorio nazionale (Sez. 6, n. 26647 del 30/05/2024).

I risvolti applicativi

In materia di misure coercitive nell’estradizione passiva, il giudice deve valutare la concretezza e attualità del pericolo di fuga considerando la finalità della consegna e basandosi su un giudizio prognostico, con elementi concreti tratti dalla vita dell’estradando riguardo al rischio di sottrarsi alla procedura, allontanandosi dal territorio nazionale.

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