Come si determina la competenza territoriale per diffamazione in trasmissioni radiotelevisive con attribuzione di un fatto determinato?

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Cass. pen., sez. I, 17/01/2025 (ud. 17/01/2025, dep. 24/04/2025), n. 15947 (Pres. Rocchi, Rel. Cappuccio)

La questione giuridica

La questione giuridica, affrontata dalla Suprema Corte nel caso di specie, riguardava come si determina la competenza territoriale in tema di diffamazione commessa attraverso trasmissioni radiotelevisive e consistente nell’attribuzione di un fatto determinato.

Ma, prima di vedere come il Supremo Consesso ha trattato siffatta questione, esaminiamo brevemente il procedimento in occasione del quale è stata emessa la sentenza qui in commento.

Il Tribunale di Lecce – pronunziandosi in un procedimento promosso nei confronti di talune persone chiamate a rispondere, in concorso tra loro, del reato di diffamazione aggravata dalla attribuzione di un fatto determinato, commessa con il mezzo televisivo – dichiarava la propria incompetenza per territorio in favore dell’autorità giudiziaria di Monza, cui trasmetteva gli atti.

A sua volta, il Tribunale di Monza, a seguito del rinnovato esercizio, da parte del pubblico ministero, dell’azione penale a carico delle persone summenzionate, sollevava un conflitto negativo di competenza sul postulato della necessaria applicazione alla fattispecie in esame della previsione dell’art. 30, comma 5, legge 6 agosto 1990, n. 223, che individua il foro competente in relazione al reato di diffamazione commesso attraverso trasmissione e consistente nell’attribuzione di un fatto determinato in quello ove si trova il luogo di residenza della persona offesa che, nel capo specifico, coincideva in un comune compreso nel circondario del Tribunale di Lecce.

Come la Cassazione ha affrontato tale questione giuridica

Gli Ermellini ritenevano competente il Tribunale di Lecce sulla scorta di quell’orientamento nomofilattico secondo il quale, in «tema di diffamazione commessa attraverso trasmissioni radiotelevisive e consistente nell’attribuzione di un fatto determinato, anche successivamente alla sentenza n. 150 del 2021 della Corte costituzionale[1], la competenza territoriale deve essere stabilita, in applicazione dell’art. 30, comma 5, seconda parte, legge 6 agosto 1990 n. 223[2], con riferimento al foro di residenza della persona offesa, chiunque sia il soggetto chiamato a rispondere del reato» (Sez. 5, n. 34507 del 14/06/2024; Sez. 5, n. 26919 del 15/03/2024).

I risvolti applicativi

In caso di diffamazione radiotelevisiva con attribuzione di un fatto determinato, la competenza territoriale è quella del foro di residenza della persona offesa.

[1]Il Giudice delle leggi ebbe modo di dichiarare in quella occasione l’illegittimità costituzionale “dell’art. 13 della legge 8 febbraio 1948, n. 47 (Disposizioni sulla stampa)” e, in via consequenziale, “dell’art. 30, comma 4, della legge 6 agosto 1990, n. 223 (Disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato)”.

[2]Ai sensi del quale: “Per i reati di cui ai commi 1, 2 e 4 del presente articolo si applicano le disposizioni di cui all’art. 21 della legge 8 febbraio 1948, n. 47. Per i reati di cui al comma 4 il foro competente è determinato dal luogo di residenza della persona offesa”.

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