In tema di confisca allargata ex art. 240-bis c.p., come può essere efficacemente superata la presunzione iuris tantum di accumulazione patrimoniale illecita?

Facebook
LinkedIn

Cass. pen., sez. II, 20/11/2025 (ud. 20/11/2025, dep. 18/12/2025), n. 40748 (Pres. Caputo, Rel. Florit)

La questione giuridica

La questione giuridica, affrontata dalla Suprema Corte nel caso di specie, riguardava come possa essere superata la presunzione iuris tantum d’illecita accumulazione patrimoniale in materia di confisca allargata ex art. 240 bis cod. pen.[1].

Ma, prima di vedere come il Supremo Consesso ha trattato siffatta questione, esaminiamo brevemente il procedimento in occasione del quale è stata emessa la sentenza qui in commento.

La Corte di Appello di Milano, quale giudice dell’esecuzione, decidendo su un’istanza di restituzione di beni e somme sequestrati nell’ambito di un procedimento conclusosi con una condanna per il reato di cui all’art. 512 bis cod. pen., rigettava l’istanza di restituzione ed al contempo, in accoglimento della istanza del Sostituto Procuratore generale formulata in udienza, disponeva la confisca di quanto in sequestro.

Ciò posto, avverso questa decisione ricorreva per Cassazione il difensore dell’istante il quale, con un unico motivo, deduceva violazione di legge in relazione all’errata applicazione della confisca obbligatoria ex art. 240 bis cod. pen., nonché illogicità della motivazione circa la mancata dimostrazione della pertinenzialità dei beni rispetto alla fattispecie per cui l’imputato era stato condannato ed ancor prima, la sussistenza delle condizioni per la applicazione dell’art. 240 bis cod. pen..

Come la Cassazione ha affrontato tale questione giuridica

Il Supremo Consesso riteneva il ricorso suesposto fondato.

In particolare, tra le argomentazioni che inducevano gli Ermellini ad addivenire a siffatto esito decisorio, era richiamato quell’orientamento nomofilattico secondo il quale, tanto in epoca anteriore che in epoca posteriore alla codificazione della confisca c.d. allargata nell’art. 240 bis cod. pen. (e già disciplinata dall’art.12 sexies d.l. 8.6.1992, n. 306, conv. in l. 7.8.1992, n. 356), la presunzione iuris tantum d’illecita accumulazione patrimoniale può essere superata dall’interessato sulla base di specifiche e verificate allegazioni, dalle quali si possa desumere la legittima provenienza del bene sequestrato in quanto acquistato con proventi proporzionati alla propria capacità reddituale lecita e, quindi, anche attingendo al patrimonio legittimamente accumulato (ex ceteris: Sez. 4, n. 51331 del 13/09/2018; Sez. 2, n. 43387 del 08/10/2019).

I risvolti applicativi

La presunzione iuris tantum di illecito accumulo patrimoniale, sia ante che post art. 240-bis c.p., può essere superata dall’interessato mediante allegazioni specifiche e verificate, dalle quali emerga la legittima provenienza dei beni, proporzionati alla capacità reddituale lecita e al patrimonio legittimamente accumulato.

[1]Ai sensi del quale: “Nei casi di condanna o di applicazione della pena su richiesta a norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per taluno dei delitti previsti dall’articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale, dagli articoli 314, 316, 316-bis, 316-ter, 317, 318, 319, 319-ter, 319-quater, 320, 322, 322-bis, 325, 416, realizzato allo scopo di commettere delitti previsti dagli articoli 453, 454, 455, 460, 461, 517-ter, 517-quater, 518-quater, 518-quinquies, 518-sexies e 518-septies, nonché dagli articoli 452-bis, 452-ter, 452-quater, 452-sexies, 452-octies, primo comma, 452-quaterdecies, 493-ter, 512-bis, 600-bis, primo comma, 600-ter, primo e secondo comma, 600-quater.1, relativamente alla condotta di produzione o commercio di materiale pornografico, 600-quinquies, 603-bis, 629, 640, secondo comma, numero 1, con l’esclusione dell’ipotesi in cui il fatto è commesso col pretesto di far esonerare taluno dal servizio militare, 640-bis, 644, 648, esclusa la fattispecie di cui al quarto comma, 648-bis, 648-ter e 648-ter.1, dall’articolo 2635 del codice civile, o per taluno dei delitti commessi per finalità di terrorismo, anche internazionale, o di eversione dell’ordine costituzionale, è sempre disposta la confisca del denaro, dei beni o delle altre utilità di cui il condannato non può giustificare la provenienza e di cui, anche per interposta persona fisica o giuridica, risulta essere titolare o avere la disponibilità a qualsiasi titolo in valore sproporzionato al proprio reddito, dichiarato ai fini delle imposte sul reddito, o alla propria attività economica. In ogni caso il condannato non può giustificare la legittima provenienza dei beni sul presupposto che il denaro utilizzato per acquistarli sia provento o reimpiego dell’evasione fiscale, salvo che l’obbligazione tributaria sia stata estinta mediante adempimento nelle forme di legge. La confisca ai sensi delle disposizioni che precedono è ordinata in caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta per i reati di cui agli articoli 617-quinquies, 617-sexies, 635-bis, 635-ter, 635-quater, 635-quinquies quando le condotte ivi descritte riguardano tre o più sistemi. Nei casi previsti dal primo comma, quando non è possibile procedere alla confisca del denaro, dei beni e delle altre utilità di cui allo stesso comma, il giudice ordina la confisca di altre somme di denaro, di beni e altre utilità di legittima provenienza per un valore equivalente, delle quali il reo ha la disponibilità, anche per interposta persona”.

Leggi anche

Contenuti Correlati
bilancia della giustizia
Esecuzione

Nel giudizio di opposizione al rigetto della richiesta di revoca ex art. 667, comma 4, c.p.p., è necessario avvisare ogni soggetto interessato della fissazione dell’udienza?

Nel giudizio di opposizione avverso il provvedimento di rigetto della richiesta di revoca, emesso senza formalità a norma dell’art. 667, comma 4, cod. proc. pen., è necessario dare avviso della fissazione dell’udienza ad ogni soggetto interessato?

LEGGI TUTTO »
bilancia della giustizia
Legislazione antimafia

In presenza di elementi sintomatici della “partecipazione” del proposto al sodalizio mafioso, è applicabile la presunzione semplice di stabilità del vincolo associativo ai fini delle misure di prevenzione?

Quando, ai fini dell’applicazione di misure di prevenzione nei confronti di indiziati di appartenere ad associazioni di tipo mafioso, è laddove sussistano elementi sintomatici di una “partecipazione” del proposto al sodalizio mafioso, è possibile applicare la presunzione semplice relativa alla stabilità del vincolo associativo?

LEGGI TUTTO »