In cosa si differenzia il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche dalla truffa aggravata?

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Cass. pen., sez. II, 25/03/2026 (ud. 25/03/2026, dep. 7/05/2026), n. 16503 (Pres. Alma, Rel. Borio)

La questione giuridica

Una delle questioni giuridiche, affrontate dalla Suprema Corte nel caso di specie, riguardava in cosa il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche si differenzia da quello di truffa aggravata.

Ma, prima di vedere come il Supremo Consesso ha trattato siffatta questione, esaminiamo brevemente il procedimento in occasione del quale è stata emessa la sentenza qui in commento.

La Corte di Appello di Catanzaro confermava una pronuncia emessa dal Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Crotone che, all’esito di giudizio abbreviato, aveva dichiarato l’imputato responsabile del delitto di truffa aggravata, con irrogazione della pena di anni due mesi quattro di reclusione e confisca di una somma di denaro, già oggetto di sequestro preventivo.

Ciò posto, avverso questa decisione ricorreva per Cassazione il difensore dell’accusato il quale, tra i motivi ivi addotti, deduceva omessa motivazione in ordine alla riqualificazione del fatto nella fattispecie di cui all’art. 316 ter cod. pen. che era stata invocata nell’atto di appello.

Come la Cassazione ha affrontato tale questione giuridica

Il Supremo Consesso riteneva il motivo suesposto infondato.

In particolare, tra le argomentazioni che inducevano la Suprema Corte ad addivenire a siffatto esito decisorio, era richiamato quell’orientamento nomofilattico secondo cui il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche si differenzia da quello di truffa aggravata, finalizzata al conseguimento delle stesse, per la mancata inclusione, tra gli elementi costitutivi, della induzione in errore dell’ente erogatore che, invece si ravvisa nel caso concreto (Sez. 2 n. 23185 del 02/05/2019; Sez. F. 06/08/2019; da ultimo SU, n. 11969 del 28/11/2024).

I risvolti applicativi

Il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche si distingue dalla truffa aggravata per l’assenza dell’elemento dell’induzione in errore dell’ente erogatore, invece, richiesto nella fattispecie concretamente integrata.

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