
Quando il giudice può riformulare la qualificazione giuridica della condotta?
Quando il giudice può dare alla condotta una diversa qualificazione giuridica?

Quando il giudice può dare alla condotta una diversa qualificazione giuridica?

Quando risulta violato il principio di correlazione tra imputazione e sentenza?

Integra una nullità la discussione avvenuta in un’udienza prevista per la sola calendarizzazione del processo, in assenza del difensore di fiducia?

Sono utilizzabili, ai fini della decisione, tutte le prove acquisite nel dibattimento, comprese quelle non assunte in dibattimento ma acquisite al fascicolo per il dibattimento?

Le dichiarazioni della persona offesa, costituita parte civile, possono essere poste, anche da sole, a fondamento dell’affermazione di responsabilità penale dell’imputato?

Cosa si deve intendere per “fatto nuovo” in tema di correlazione tra accusa e sentenza?

E’ abnorme, sotto il profilo funzionale, il provvedimento con cui il giudice ordini, ai fini dell’eventuale contestazione di ulteriori ipotesi di reato, la trasmissione degli atti al pubblico ministero senza pronunciarsi in ordine al fatto originariamente contestato?

L’omessa formulazione, subito dopo la lettura del dispositivo, dell’avviso di cui all’art. 545-bis, comma 1, cod. proc. pen., comporta la nullità della sentenza?

Il potere di integrazione probatoria ex art. 507 cod. proc. pen. si riferisce anche alle prove la cui assunzione non sia stata richiesta o acconsentita dalle parti?

In tema di nuove contestazioni, la modifica dell’imputazione mediante la contestazione della recidiva, non accompagnata dalla notifica dell’estratto del verbale dibattimentale all’imputato contumace o assente, cosa comporta?