Cass. pen., sez. II, 16/01/2026 (ud. 16/01/2026, dep. 26/02/2026), n. 7715 (Pres. Beltrani, Rel. Borio)
Indice
- La questione giuridica
- Come la Cassazione ha affrontato tale questione giuridica
- I risvolti applicativi
La questione giuridica
Una delle questioni giuridiche, affrontate dalla Suprema Corte nel caso di specie, riguardava se il giudice investito del tema relativo alla competenza territoriale, o che intenda rilevarlo d’ufficio, sia tenuto a motivare la propria determinazione.
Ma, prima di vedere come il Supremo Consesso ha trattato siffatta questione, esaminiamo brevemente il procedimento in occasione del quale è stata emessa la sentenza qui in commento.
Il Tribunale di Milano rimetteva alla Corte di Cassazione, ai sensi dell’art. 24-bis cod. proc. pen., una decisione sulla competenza per territorio adottata in un procedimento che vedeva imputati diversi soggetti persone fisiche e tre enti per i delitti di associazione a delinquere finalizzata a commettere un numero indeterminato di truffe e di appropriazioni indebite e relativi reati fine, con ulteriore imputazione di autoriciclaggio contestato ad uno solo degli imputati.
In particolare, si chiedeva al Supremo Consesso di individuare quale fosse il luogo di consumazione del reato di autoriciclaggio (che era l’addebito più grave) posto in essere mediante l’acquisto di strumenti finanziari.
Come la Cassazione ha affrontato tale questione giuridica
Il Supremo Consesso riteneva inammissibile la richiesta di rinvio pregiudiziale suesposta.
In particolare, tra le argomentazioni che inducevano la Suprema Corte ad addivenire a siffatto esito decisorio, era richiamato quell’orientamento nomofilattico secondo il quale il giudice investito del tema relativo alla competenza territoriale, o che intenda rilevarlo d’ufficio, è tenuto a motivare la propria determinazione, indicando tutti gli elementi concreti che rilevano ai fini della individuazione della competenza, ma non può devolvere al giudice di legittimità questioni che attengono alla ricostruzione di fatti i quali esulano dalla cognizione di quest’ultimo in quanto scrutinabili esclusivamente nella fase del merito; è pertanto precluso il rinvio pregiudiziale alla Corte di Cassazione nel caso in cui i fatti descritti nell’imputazione diano adito a divergenti interpretazioni o richiedano accertamenti o valutazioni di fatto da cui dipenda la determinazione della competenza (Sez. 5 n. 15175 del 11/03/2025; Sez. 3, n. 10703 del 17/01/2024; Sez. 4, n. 46181 del 25/10/2023; Sez. 6, n. 31809 del 10/05/2023).
I risvolti applicativi
Il giudice investito della competenza territoriale, o che la rilevi d’ufficio, è tenuto a motivare la propria decisione indicando gli elementi concreti rilevanti, essendo però precluso devolvere alla Corte di Cassazione questioni di fatto esulanti dalla sua cognizione, sicché non è ammissibile il rinvio pregiudiziale quando la determinazione della competenza richieda accertamenti o valutazioni fattuali.





