Beghe di paese

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Vivo in un piccolo paese del Molise (Guardialfiera) e, come in tutti i paesi, ricorrono quelle che solitamente vengono definite “beghe di paese”.

Contrasti, incomprensioni, a volte, maligne dicerie che solitamente si traducono in voci che “corrono” nell’ambito di quelle piccole comunità, come quella in cui vivo.

Orbene, tra le “ultime” beghe di questo genere, vi è stata quella secondo la quale la locale Pro loco farebbe attività solo per un fine di mero profitto.

Non entro nel merito della disputa, che francamente non mi interessa, ma non ci vedrei nulla di male, nel senso di fare profitto e basta (ossia senza ritenere che tale fine sia l’unico) (e devo essere sincero, questa cosa l’ho pensata pure io), che i componenti di associazioni del genere, a fronte del lavoro sicuramente considerevole che devono fare (vivendo nel centro storico, cioè la zona in cui solitamente questa associazione organizza eventi, ho avuto modo di constatarlo di persona), possano anche ricavare un introito, modesto o non modesto che sia.

Il problema, però, per me, è un altro.

Infatti, sebbene sicuramente il ruolo di tali organizzazioni sia fondamentale, soprattutto in paesi di piccole dimensioni, in cui le risorse economiche, di cui il Comune può disporre, non sono certo ingenti, e, pertanto, il ruolo di tali associazioni, nell’organizzazioni di eventi culturali, folcloristici, o quant’altro essi siano, si appalesa sicuramente molto importante, questo, però, non deve impedire il diritto di critica, giusto o sbagliato che sia, purchè ovviamente non si tramuta in critiche di natura diffamatoria, per chi non la pensa come loro.

La vicenda di cui sembra, in verità, non sembra rispondere a questo caso, visto che, ad onor del vero, la medesima Pro loco, in un apposito post in cui rispondeva all’accusa di cui sopra, ammette che sia giusto, anche nei suo confronti, sollevare critiche, purchè esse siano costruttive.

Allora, mi permetto sommessamente di fare delle critiche di natura, spero, costruttiva, partendo dall’ultimo evento organizzato, ossia girogustando, avvenuto, se non erro, il 18 luglio scorso.

In primo luogo, nella zona in cui vivo, e nel quale si è celebrato il suddetto evento, ci sono persone anziane, tra cui alcune che non versano in buone condizioni di salute.

Organizzare quindi un concerto, o un evento tramite dj, non so francamente esattamente quali dei due si sia effettivamente tenuto, sino alle tre di notte, pur, per carità, in modo assolutamente legittimo, stante una previa ordinanza del Sindaco che ha concesso che l’evento in esame si svolgesse sino a siffatto orario, mi sembra francamente irrispettoso proprio nei confronti di coloro che sicuramente possono “soffrire” di eventi che si prolungano in un così tardo orario.

A fronte dell’eventuale obiezione secondo la quale si tratterebbe solo di un giorno, a mio modesto avviso, è un’obiezione che “trova il tempo che trova” visto che, per chi non sta bene, che soffra un giorno, o ne soffra più di uno, non è che gli cambiano tanto le cose.

Inoltre, in quella occasione, c’è stato un blackout, e nel ripristinare questa interruzione della luce, si è “riattivata” prima la luce delle pubbliche vie, e solo dopo quella delle abitazioni private.

Ebbene, ad onor del vero, c’è stato “detto” che ci sarebbe due linee elettriche, e il guasto avrebbe interessato solo quelle riguardanti le abitazioni private, ma resta pur il fatto che il riallaccio di quest’ultime è avvenuto solo a distanza di tempo dalle prime, e l’interruzione dell’energia elettrica, almeno sino ad adesso, è avvenuta solo in tale occasione e non in altre (sarà sicuramente una mera coincidenza, ma tant’è….).

Sulle pulizie, mi sembrano francamente non peregrine le critiche che sono state sollevate sul punto, su cui mi associo in toto.

Ad esempio, nel cortile davanti casa mia, dopo l’evento summenzionato, ho rinvenuto cicche di sigarette e altra sporcizia, e lo stesso dicasi lungo la via che costeggia sempre la mia abitazione.

Sul punto, mi rendo sicuramente conto che il lavoro che fa la pro loco per organizzare eventi, gli porta a fare le “ore piccole”, ma ciò non toglie che, comunque, arrecando un oggettivo fastidio per la popolazione che vive nell’area in cui questi eventi si tengono, la pulizia dovrebbe avvenire in tempi immediati; se non il giorno dopo a quello in cui l’evento si tiene, al massimo quello successivo e ciò, sinceramente, non avviene mai.

In conclusione, nessuno vuole svilire il ruolo che codeste organizzazioni hanno per un paese, specie, si ripete, per quelli di piccole dimensioni, ma ciò non toglie che la loro attività, pur sicuramente encomiabile, richiede comunque un doveroso rispetto nei confronti di chi vive nei luoghi in cui costoro operano e, soprattutto, sarebbe auspicabile, anche per evitare le critiche a cui la locale pro loco a ritenuto di dare risposta con un apposito post su facebook, fare ogni tanto un pò di “sana” autocritica (che non mi pare venga fatta in alcun modo da parte di siffatta associazione).

Detto questo, la vicenda in questione, nascendo da una del tutto legittima difesa da parte della pro loco in questione, ha avuto tra l’altro anche risvolti politici, essendo intervenuto anche il Sindaco in loro difesa.

Ordunque, non è assolutamente censurabile un intervento in tal senso da parte del Sindaco stesso a favore di una pro loco che opera nel territorio in cui costui governa, ma, a mio modesto avviso, un Sindaco, dovendo rappresentare tutti i suoi cittadini, prima di prendere posizione a favore di un gruppo nei confronti di altri, dovrebbe sentire tutte le ragioni delle “parti in causa”, e poi esprimere un giudizio a favore dell’uno, ovvero dell’altro.

Mi rendo conto della difficoltà di prendere posizione contro una pro loco (per i motivi di cui sopra) anche se, in questo caso, mi pare che il suo intervento ci potesse stare, ma sarebbe stato auspicabile, ripeto, che il Sindaco avesse sentito anche chi critica l’operato della pro loco, al di là della condivisibilità o meno della critica stessa, prima di prendere una posizione (e mi sembra che questo non sia accaduto nel caso di specie).

Infine, sempre per quanto riguarda il Sindaco, scusatemi lo sfogo personale, che nulla a che fare con quanto sin qui scritto, mi dispiace che un analogo moto di solidarietà non sia stata fatto da parte sua quando chi scrive ha subito l’anno scorso un incendio sui propri terreni.

Il “paese”, in cui il Sindaco più volte fa riferimento nel suo post di solidarietà alla pro loco, difatti, per lo scrivente, non è fatto solo di persone, che riuniti in gruppi sociali, organizzano attività che possono essere in grado di fare “girare un po’ di soldi”, facendo venire turisti che si recano ai bar per consumare, ma anche di tutti coloro, che vivono in questo stesso “paese” e che, come avviene nella vita di tutti i giorni, possono avere problemi, più o meno grandi.

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