Quando si applicano le misure di prevenzione ai soggetti genericamente pericolosi?

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Cass. pen., sez. VI, 20/03/2025 (ud. 20/03/2025, dep. 24/04/2025), n. 15928 (Pres. De Amicis, Rel. Criscuolo)

La questione giuridica

Una delle questioni giuridiche, affrontate dalla Suprema Corte nel caso di specie, riguardava quando si applicano le misure di prevenzione nei confronti dei soggetti c.d. pericolosi generici.

Ma, prima di vedere come il Supremo Consesso ha trattato siffatta questione, esaminiamo brevemente il procedimento in occasione del quale è stata emessa la sentenza qui in commento.

La Corte di Appello di Bari respingeva un appello proposto avverso un decreto emesso dal locale Tribunale, che aveva applicato la misura della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per la durata di un anno e sei mesi oltre alla cauzione di mille euro e l’imposizione di prescrizioni.

Ciò posto, avverso questo provvedimento ricorreva per Cassazione il sorvegliato che, con un unico motivo, deduceva violazione degli artt. 1, 4, 6, 10 d.lgs. n.159/2011 e vizio di motivazione in relazione alla valutazione del presupposto applicativo della misura, della durata della stessa e dell’importo fissato.

Come la Cassazione ha affrontato tale questione giuridica

Gli Ermellini ritenevano il ricorso suesposto infondato.

In particolare, tra le argomentazioni che inducevano la Corte di legittimità ad addivenire a siffatto esito decisorio, era richiamato quell’orientamento nomofilattico secondo cui le misure di prevenzione

disposte nei confronti dei soggetti c.d. pericolosi generici, che rientrano nella categoria di cui alla lett. b) dell’art. 1 d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159[1], richiedono che il giudice della misura abbia accertato, sulla base di specifiche circostanze di fatto, che il proposto si sia reso autore di delitti commessi abitualmente in un significativo arco temporale, da cui abbia tratto un profitto che costituisca – ovvero abbia costituito in una determinata epoca – il suo unico reddito o, quanto meno, una componente significativa del medesimo (Sez. 2, n. 41157 del 28/09/2023; Sez. 2, n. 12001 del 15/01/2020).

I risvolti applicativi

Le misure di prevenzione per i soggetti genericamente pericolosi richiedono l’accertamento di reati abituali, purché essi siano stati commessi in un periodo rilevante e sempreché il proposto ne abbia tratto dal loro compimento un reddito esclusivo o significativo.

[1]Ai sensi del quale: “I provvedimenti previsti dal presente capo si applicano a: (…) coloro che per la condotta ed il tenore di vita debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto, che vivono abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose (…)”.

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