Nel giudizio camerale di appello contro sentenza da rito abbreviato, la richiesta del difensore basta a disporre la traduzione del detenuto per altra causa?

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Cass. pen., sez. II, 30/03/2026 (ud. 30/03/2026, dep. 21/05/2026), n. 18389 (Pres. Caputo, Rel. Aielli)

Indice

La questione giuridica

Una delle questioni giuridiche, affrontate dalla Suprema Corte nel caso di specie, riguardava se, nel giudizio camerale di appello avverso la sentenza pronunciata in esito a giudizio abbreviato, la richiesta di udienza partecipata formulata dal difensore sia sufficiente per disporre la traduzione dell’imputato detenuto per altra causa.

Ma, prima di vedere come il Supremo Consesso ha trattato siffatta questione, esaminiamo brevemente il procedimento in occasione del quale è stata emessa la sentenza qui in commento.

La Corte di Appello di Firenze confermava una sentenza emessa, in esito a rito abbreviato, dal GUP del locale Tribunale che, a sua volta, aveva condannato l’imputato alle pene di legge in relazione ai delitti di tentata rapina impropria e resistenza a pubblico ufficiale.

Ciò posto, avverso questa decisione ricorreva per Cassazione il difensore dell’accusato, il quale deduceva violazione di legge per la mancata traduzione dell’imputato all’udienza camerale di appello, avendo gli manifestato la volontà di parteciparvi pur essendo detenuto.

Come la Cassazione ha affrontato tale questione giuridica

Il Supremo Consesso riteneva il ricorso suesposto infondato.

In particolare, tra le argomentazioni che inducevano la Suprema Corte ad addivenire a siffatto esito decisorio, era richiamato quell’orientamento nomofilattico secondo il quale, nel “giudizio camerale di appello avverso la sentenza pronunciata in esito a giudizio abbreviato, la richiesta di udienza partecipata formulata dal difensore non è sufficiente per disporre la traduzione dell’imputato detenuto per altra causa, essendo necessario che quest’ultimo manifesti la volontà di comparire, chiedendo specificamente di essere tradotto” (Sez. 2, n. 34940 del 09/10/2025).

I risvolti applicativi

Nel giudizio camerale di appello contro sentenza resa in rito abbreviato, la sola richiesta di udienza partecipata del difensore non è idonea a ottenere la traduzione dell’imputato detenuto per altra causa, essendo necessario che quest’ultimo esprima personalmente e specificamente la volontà di partecipare all’udienza mediante apposita richiesta di traduzione.

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