Cass. pen., sez. II, 12/03/2025 (ud. 12/03/2025, dep. 8/05/2025), n. 17492 (Pres. Petruzzellis, Rel. Borio)
Indice
La questione giuridica
Una delle questioni giuridiche, affrontate dalla Suprema Corte nel caso di specie, riguardava a chi sono riservate l’individuazione specifica dei beni da apprendere e la verifica della corrispondenza del loro valore al “quantum” indicato nel sequestro preventivo.
Ma, prima di vedere come il Supremo Consesso ha trattato siffatta questione, esaminiamo brevemente il procedimento in occasione del quale è stata emessa la sentenza qui in commento.
Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Macerata disponeva il sequestro preventivo nei confronti di una persona, che era al contempo attinta anche da una misura cautelare persona.
Ciò posto, avverso questo provvedimento ricorreva per Cassazione il difensore dell’indagato.
Come la Cassazione ha affrontato tale questione giuridica
Gli Ermellini ritenevano il ricorso suesposto infondato.
In particolare, tra le argomentazioni che inducevano la Corte di legittimità ad addivenire a siffatto esito decisorio, era richiamato quell’orientamento nomofilattico secondo il quale l’individuazione specifica dei beni da apprendere e la verifica della corrispondenza del loro valore al “quantum” indicato nel sequestro sono riservate alla fase esecutiva demandata al pubblico ministero (Sez. 2, n. 36464 del 21/07/2015; Sez. 2, n. 24785 del 12/05/2015; Sez. 3, n. 37848 del 7/05/2014; Sez. 3, n. 10567 del 12/07/2012).
I risvolti applicativi
L’individuazione dei beni e la verifica del loro valore rispetto al sequestro spettano al pubblico ministero nella fase esecutiva.





