Cass. pen., sez. I, 14/01/2025 (ud. 14/01/2025, dep. 6/03/2025), n. 9294 (Pres. Casa, Rel. Zoncu)
Indice
La questione giuridica
La questione giuridica, affrontata dalla Suprema Corte nel caso di specie, riguardava quali motivi possono essere addotti nel ricorso per Cassazione in materia di prevenzione.
Ma, prima di vedere come il Supremo Consesso ha trattato siffatta questione, esaminiamo brevemente il procedimento in occasione del quale è stata emessa la sentenza qui in commento.
La Corte di Appello di Napoli confermava un decreto emesso dal Tribunale della medesima città, con cui veniva applicata la misura di prevenzione patrimoniale della confisca dei beni.
Ciò posto, avverso questa decisione proponeva ricorso per Cassazione la difesa, la quale deduceva l’illogicità della motivazione.
Come la Cassazione ha affrontato tale questione giuridica
Gli Ermellini ritenevano il ricorso suesposto infondato alla stregua di quell’orientamento nomofilattico secondo il quale, in tema di procedimento di prevenzione, il ricorso per Cassazione, anche a seguito dell’entrata in vigore del d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, è ammesso soltanto per violazione di legge, nozione in cui va ricompresa la motivazione inesistente o meramente apparente del provvedimento, che ricorre quando il decreto omette del tutto di confrontarsi con un elemento potenzialmente decisivo nel senso che, singolarmente considerato, sarebbe tale da poter determinare un esito opposto del giudizio. (Sez. 6 n. 21525 del 18/06/2020).
I risvolti applicativi
Il ricorso per Cassazione in materia di prevenzione è ammesso solo per violazione di legge, in cui può essere inclusa anche la motivazione inesistente o apparente che, a sua volta, si verifica quando il provvedimento omette di considerare un elemento decisivo che potrebbe cambiare l’esito del giudizio.






