Cass. pen., sez. IV, 23/04/2025 (ud. 23/04/2025, dep. 8/05/2025), n. 17466 (Pres. Montagni, Rel. D’Andrea)
Indice
La questione giuridica
Una delle questioni giuridiche, affrontate dalla Suprema Corte nel caso di specie, riguardava se, nel ricorso straordinario per Cassazione, gli errori di valutazione sugli atti possono integrare un errore di fatto.
Ma, prima di vedere come il Supremo Consesso ha trattato siffatta questione, esaminiamo brevemente il procedimento in occasione del quale è stata emessa la sentenza qui in commento.
La Corte di Appello di Roma, in parziale riforma di una pronuncia emessa dal G.U.P. del locale Tribunale, aveva riqualificato il reato associativo contestato all’imputato ai sensi dell’art. 74, comma 2, D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, altresì assolvendo lo stesso da uno dei reati fine e, per l’effetto, riduceva la pena inflitta nei suoi confronti nella misura di anni sette di reclusione.
Ciò posto, a sua volta, la Terza Sezione della Cassazione rigettava il ricorso proposto avverso la suddetta decisione, ritenendo infondati i sei motivi di doglianza da questi articolati, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Ebbene, avverso tale ultima sentenza la difesa proponeva ricorso straordinario per Cassazione ex art. 625-bis cod. proc. pen..
Come la Cassazione ha affrontato tale questione giuridica
Gli Ermellini ritenevano il ricorso suesposto infondato.
In particolare, tra le argomentazioni che inducevano la Corte di legittimità ad addivenire a siffatto esito decisorio, era richiamato quell’orientamento nomofilattico secondo il quale sono estranei all’area dell’errore di fatto – e come tali inoppugnabili – gli errori di valutazione e di giudizio dovuti ad una non corretta interpretazione degli atti del processo di cassazione, da assimilare agli errori di diritto conseguenti all’inesatta ricostruzione del significato delle norme sostanziali e processuali (così,
espressamente, Sez. 5, n. 29240 del 01/06/2018).
I risvolti applicativi
Gli errori di valutazione sugli atti e quelli di interpretazione giuridica sono estranei all’errore di fatto e, quindi, non deducibili con il ricorso straordinario per Cassazione.





