Cass. pen., sez. VI, 4/02/2025 (ud. 4/02/2025, dep. 20/02/2025), n. 7116 (Pres. Aprile, Rel. D’Arcangelo)
Indice
La questione giuridica
La questione giuridica, affrontata dalla Suprema Corte nel caso di specie, riguardava se, anche in ambito cautelare, trova applicazione la regola generale di cui all’art. 568, comma quarto, cod. proc. pen. che, come è noto, prevede quanto segue: “Per proporre impugnazione è necessario avervi interesse”.
Ma, prima di vedere come il Supremo Consesso ha trattato siffatta questione, esaminiamo brevemente il procedimento in occasione del quale è stata emessa la sentenza qui in commento.
La Corte di Appello di Milano rigettava un’istanza di sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere disposta nei confronti di una persona arrestata ai fini estradizionali, in quanto colpito da mandato di cattura internazionale.
Ciò posto, avverso questa decisione ricorreva per Cassazione il difensore il quale, però, successivamente, depositava una copia dell’ordinanza di revoca della misura coercitiva della custodia cautelare in carcere disposta in precedenza, a carico del ricorrente, da parte della Corte di Appello di Milano.
Come la Cassazione ha affrontato tale questione giuridica
Gli Ermellini, nel ritenere il ricorso suesposto inammissibile, per sopravvenuta carenza dell’interesse a ricorrere, ritenevano che la sopravvenuta carenza di interesse determinasse oltre tutto la declaratoria di inammissibilità del ricorso dato che, in tema di impugnazione, anche in ambito cautelare trova applicazione la regola generale di cui all’art. 568, comma quarto, cod. proc. pen., secondo cui per proporre ricorso il soggetto legittimato deve essere portatore di un interesse concreto ed attuale, che deve persistere fino al momento della decisione e che va apprezzato con riferimento all’idoneità dell’esito finale del giudizio ad eliminare la situazione giuridica denunciata come illegittima o pregiudizievole per la parte (Sez. U, n. 20 del 09/10/1996; Sez. 2, n. 4974 del 17/01/2017).
I risvolti applicativi
Pure in ambito cautelare, per proporre ricorso è necessario che il soggetto legittimato abbia un interesse concreto e attuale, che persista fino alla decisione, e che sia valutato in relazione all’idoneità dell’esito finale a eliminare la situazione giuridica ritenuta illegittima o pregiudizievole.







