È ammissibile la richiesta di detenzione domiciliare subordinata a quella di affidamento in prova?

Facebook
LinkedIn

Cass. pen., sez. I, 24/09/2024 (ud. 24/09/2024, dep. 13/11/2024), n. 41876 (Pres. De Marzo, Rel. Monaco)

La questione giuridica

La questione giuridica, affrontata dalla Suprema Corte nel caso di specie, riguardava se è ammissibile la richiesta di detenzione domiciliare proposta in udienza in subordine a quella di affidamento in prova.

Ma, prima di vedere come il Supremo Consesso ha trattato siffatta questione, esaminiamo brevemente il procedimento in occasione del quale è stata emessa la sentenza qui in commento.

Il Tribunale di Sorveglianza de L’Aquila revocava un affidamento in prova al servizio sociale.

Ciò posto, avverso questa decisione ricorreva per Cassazione l’interessato che, a mezzo del difensore, deduceva violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all’art. 47 ter ord. pen. in quanto, a suo avviso, il Tribunale avrebbe totalmente omesso di considerare e di esprimersi in ordine alla richiesta, oggetto di specifica memoria, di applicare, in caso di revoca dell’affidamento, la misura della detenzione domiciliare.

Come la Cassazione ha affrontato tale questione giuridica

Gli Ermellini ritenevano il ricorso suesposto fondato sulla scorta di quell’orientamento nomofilattico secondo il quale la richiesta di detenzione domiciliare, proposta in udienza in subordine a quella di affidamento in prova, è ammissibile anche quando l’udienza è fissata per discutere della proposta di revoca della misura più ampia a causa di reiterate violazioni delle prescrizioni, ciò atteso che, verificata la sussistenza delle condizioni di legge, il presupposto connesso alla formulazione di una prognosi positiva è comune alle due misure e non comporta un autonomo accertamento (Sez. 1, n. 16822 del 20/12/2022; Sez. 1, n. 16442 del 10/2/2010; Sez. 1, n. 21274 del 9/4/2002).

I risvolti applicativi

La richiesta di detenzione domiciliare, formulata in udienza in subordine a quella di affidamento in prova, è ammissibile anche quando l’udienza riguarda la revoca dell’affidamento per violazioni delle prescrizioni.

Difatti, se sussistono le condizioni di legge, la valutazione della prognosi positiva è comune a entrambe le misure, senza che vi sia quindi la necessità di un accertamento separato.

Leggi anche

Contenuti Correlati